Pernis Josias
1797
1895
Monumento realizzato da Giuseppe Sartorio
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Pernis Josias
INDICAZIONI
Le coordinate della tomba sono: Latitudine: 39.21114824273921, Longitudine: 9.123343872074884
INDICAZIONIGENITORI
FRATELLI E SORELLE
CONIUGI
FIGLI
L’artista più rappresentato e maggiormente significativo, nel cimitero cagliaritano di Bonaria, è stato senza alcun dubbio Giuseppe Sartorio, nato a Boccioleto Valesia (Vercelli) nel 1854 e misteriosamente scomparso nel 1922, durante una traversata marittima dalla Sardegna alla volta della penisola.
Allievo di Odoardo Tabacchi all’Accademia Albertina di Torino, frequentò in seguito anche l’Accademia di San Luca, a Roma. Essendo risultato vincitore di un concorso nazionale, venne in Sardegna nel 1885 per la posa in opera del monumento a Quintino Sella, nella piazza principale di Iglesias.
Il tratto inconfondibile di questo «abile artigiano dal gusto sicuro» (Salvatore Naitza) conquistò subito il favore del pubblico sardo, che una volta inaugurata la scultura iglesiente gli commissionò numerose importanti opere, soprattutto funerarie. Per attendere alla loro realizzazione, il Sartorio preferì aprire un proprio studio a Cagliari, in Via Sassari.
La sua fu una decisione importante, anch’essa molto apprezzata dalla committenza alla quale, così, veniva finalmente consentito il contatto diretto con l’artista e quindi la possibilità di poter esercitare un effettivo controllo sulla progettazione e realizzazione delle opere. Come infatti notava l’articolista di “L’Unione Sarda” Asrael, nel 1891, lo straordinario e continuo arricchimento di monumenti marmorei cui il cimitero cagliaritano aveva assistito in quegli ultimi anni era principalmente dipeso dalla «facilitazione, ch’oggi abbiamo, di poter con meno spese e meno disturbi, ottenere quanto prima non si aveva che a costo di maggiori sacrifici e non sempre con piena soddisfazione. Tale facilitazione è dovuta all’egregio scultore cav. Sartorio, che da alcuni anni ha impiantato un laboratorio di scultura, da cui escono ogni tanto dei lavori di pregio».
La prima sua opera cagliaritana di grande importanza, firmata nel 1886, che gli dette la possibilità di dimostrare tutta la sua maestria, la sua genialità, la sua inventiva, il virtuosismo che ne caratterizzava lo scalpello e la padronanza di ogni tecnica scultorea, compresa la fusione in bronzo, fu la cappella Pernis, addossata alla parete esterna del Vecchio camposanto verso Viale Bonaria. Già all’indomani della sua inaugurazione il cronista G.S., su “L’Avvenire di Sardegna” del 13 novembre 1886, definiva la cappella come la great attention dei visitatori, per l’idea «semplice e pur tanto grandiosa» che il Sartorio aveva avuto, superando il vecchio modello dell’oratorio consacrato al culto funebre cattolico, di realizzare una grotta artificiale simbolo di quel ritorno ancestrale alle viscere della terra conseguente alla morte.
All’interno di un anfratto roccioso accuratamente riprodotto in trachite scura si erge una grande croce. Una fanciulla vestita di tunica con i lunghi capelli sciolti sulle spalle, scolpita in proporzioni reali, è inginocchiata sul basamento e alza implorante le mani giunte. Il bianco della figura orante, nell’oscurità tenebrosa del contesto, rappresenta icasticamente la luce della fede. A sinistra, su un cartiglio sfrangiato in bronzo con l’iscrizione funeraria, realizzato molto più tardi, spiccano i ritratti a mezzobusto dei coniugi Pernis adagiati su fiori e palme. I nomi degli altri defunti della famiglia, invece, sono direttamente incisi sul rivestimento roccioso della cappella, ad imitare iscrizioni rupestri come quelle presenti sui sepolcri di Attilia Pomptilla e di Berillio, nella necropoli cagliaritana di Tuvixeddu, che esaltano i valori dell’amore coniugale.
D’importanza storicamente non inferiore a quella del Sartorio è stata la figura del suo primo grande committente, il cittadino svizzero Josias Pernìsch (italianizzato in Pernis). Nato nel 1797 a Thusis, nel Cantone dei Grigioni, proveniva da una famiglia di commercianti e vignaioli che perse ogni avere con l’invasione della Svizzera da parte delle truppe napoleoniche. Il giovanissimo Josias si rifugiò quindi a Trieste, accolto da uno zio che lo instradò nel mondo del commercio e della navigazione.
Nel 1816, il veliero che lo portava da Genova a Londra fece naufragio a Santa Caterina di Pittinuri, nelle coste di fronte a Cuglieri (Oristano). Appena diciannovenne, Josias preferì non riprendere il suo viaggio e si stabilì a Cagliari, trovando impiego presso l’agenzia commerciale Odone, nel quartiere della Marina. Grazie alle sue conoscenze linguistiche e alle capacità nella mercatura, tra il 1820 e il 1826 aveva già ottenuto i primi incarichi consolari, assurgendo così a una posizione di prestigio che gli permise di inserirsi a pieno titolo nella vita commerciale della capitale sarda.
Nel 1829 sposò Caterina Sesselego (1800-1879), giovane vedova che all’interno della sua famiglia, arrivata anni prima da Genova per appaltare le provveditorie marittime nel porto di Cagliari, si occupava personalmente di forniture navali.
La “Casa Commerciale Pernis”, divenuta proprietaria di estesi vigneti, era prevalentemente impegnata nel commercio di sale e di vino; prodotti che venivano venduti o addirittura esportati direttamente, tramite naviglio proprio, verso la Svizzera, la Francia e il Veneto, ma anche l’Inghilterra, la Svezia e la Norvegia, da dove si importavano legname e, più tardi, il ghiaccio.
Nei suoi sessant’anni di attività, Josias Pernis fu in assoluto uno dei più grandi imprenditori e benefattori che Cagliari abbia mai avuto. Svizzero diventato praticamente sardo, aveva portato e promosso la Sardegna imprenditoriale e i suoi prodotti in tutta Europa. Nella città che l’aveva accolto, favorì l’apertura di una succursale della Banca Nazionale, di cui sarà componente del Consiglio di Amministrazione e poi presidente. Al fianco del celebre patriota e imprenditore minerario Enrico Serpieri, suo consuocero, fu inoltre tra i fondatori e i primi amministratori del Banco di Cagliari, nato nel 1869 per favorire, con un istituto di credito locale, le operazioni di commercianti, industriali e artigiani.
All’apice della carriera, dopo aver contribuito alla sua fondazione ed esserne stato a lungo il tesoriere, dal 1880 al 1894 fu presidente della locale Camera di Commercio ed Arti e infine, per volontà dell’intero Consiglio, presidente onorario sino alla morte, avvenuta a Cagliari il 2 febbraio 1895.
Josias Pernis (1797-1895), Entrepreneur, chapel by Giuseppe Sartorio (1886)
The most represented and significant artist of the cemetery of Bonaria is without doubt Giuseppe Sartorio, born at Boccioleto Valesia (Vercelli) in 1854 and who disappeared mysteriously in 1922 during a sea crossing from Sardinia to the mainland.
A pupil of Odoardo Tabacchi at the Albertina Academy of Turin, he subsequently attended the San Luca Academy in Rome. As winner of a national competition, he came to Sardinia in 1885 to erect a monument to Quintino Sella, in the main square of Iglesias.
The distinctive style of this ‘gifted artisan of clear taste’ (Salvatore Naitza) soon made him popular with the Sardinian public, and after the statue in Iglesias had been inaugurated he was commissioned other important works, mostly of funerary art. To meet demand, Sartorio opened a studio in Cagliari, in Via Sassari.
This was to prove an important decision, much appreciated by his clients who were thus able to come into direct contact with the artist and have a say on the design and production of the works. This was noted in an article by Asrael printed in 1891 in the daily L’Unione Sarda, which highlighted that the large number of marble monuments that was embellishing the cemetery in those years was mainly due to the ‘greater ease and affordability of commissioning works which in the past could only be obtained at high costs and not always with full satisfaction. This greater ease is due to the distinguished sculptor Mr Sartorio, who for some years now has set up a sculpting workshop producing fine pieces’.
The first of his main projects in Cagliari, completed in 1886, in which he displayed all his originality, dexterity with the chisel and mastery of sculpting techniques, including bronze casting, was the Pernis Chapel, set against the exterior wall of the Vecchio Camposanto (Old Cemetery) in the direction of Viale Bonaria. Immediately after its inauguration an article by G.S. in the newspaper L’Avvenire di Sardegna of 13 November 1886, recommended the chapel to the great attention of visitors, for the ‘simple yet lofty concept’ devised by Sartorio, replacing the standard design of the Catholic funerary chapel with an artificial grotto, symbol of the ancestral return to the depths of the earth following death.
Within a rocky cavern carefully reproduced in dark trachyte stands a large cross. A young girl in a tunic, with hair flowing over her shoulders, sculpted in real size, kneels on its base and holds her imploring hands on high. The white the praying figure, in the shadowy obscurity of the context, symbolizes the light of faith. To the left, on a bronze cartouche with the funeral inscription, created much later, stand out the head and shoulder portraits of the Pernis couple set on flowers and palms. The names of the other family deceased on the are carved directly in the rocky walls of the chapel, imitating rock inscriptions such as those in the sepulchres of Attilia Pomptilla and Berillio, in the Cagliari necropolis of Tuvixeddu, which extol the virtues of spousal love.
A historical figure as noteworthy as Sartorio was his first major client, Swiss citizen Josias Pernìsch (Italianized Pernis). Born in 1797 at Thusis, in the canton of Grisons, he came from a family of merchants and winemakers who lost all their assets due to Napoleon’s invasion of Switzerland. Young Josias fled to Trieste and was received into the family of an uncle who taught him the arts of trading and navigation.
In 1816, the ship which was taking him from Genoa to London was wrecked at Santa Caterina di Pittinuri, on the coast fronting Cuglieri (Oristano). At just 19 years of age, Josias decided not to continue with his voyage and established himself in Cagliari, finding work in the Odone shipping agency, in the Marina quarter. Thanks to his knowledge of languages and his trading skills, between 1820 and 1826 he had already managed to obtain some initial consular appointments, thus achieving a position of prestige which enabled him to find a secure footing in the commercial life of Sardinia’s capital.
In 1829 he married Caterina Sesselego (1800-1879), a young widow who had moved some years previously from Genoa to Cagliari with her family which operated in the shipping business, and who was directly engaged in the business.
‘Casa Commerciale Pernis’ became the owner of large vineyards, and pursued mainly the trading of salt and wine; these products were sold or even exported directly, on its own ships, to Switzerland, France, the Veneto region, but also to England, Sweden and Norway, from where it imported lumber and, later, ice.
In his 60 years of activity, Josias Pernis was one of the greatest entrepreneurs and benefactors that Cagliari has ever seen. A Swiss turned Sardinian, he promoted the island’s enterprises and products throughout Europe. In the city which had received him, he supported the opening of a branch of the Banca Nazionale, becoming a member and later the Chairman of its governing board. Together with the well-known patriot and mining entrepreneur Enrico Serpieri, his fellow father-in-law, he was one of the founding members and first directors of the Banco di Cagliari, a local bank established in 1869 to provide lending and deposit services to local merchants, industrialists and artisans.
At the height of his career, after contributing to the foundation of the local Chamber of Commerce and Craft holding the post of treasurer for many years, from 1880 to 1894 he became its Chairman and finally, by unanimous wish of the entire Board, its honorary president until his death, which occurred in Cagliari on 2 February 1895.
Josias Pernis (1797-1895), imprendidori, cappella fatta de Giuseppi Sartorio (1886)
S’artista prus rapresentau e rapresentanti, in su campusantu casteddaiu de Bonaria, est stetiu foras de dubiu Giuseppi Sartorio, nasciu a Boccioleto Valsesia (Vercelli) in su 1854 e sparessiu in manera misteriosa, in su 1922, in s’interis chi fiat viaggendi in traghettu de sa Sardigna a sa terramanna.
Discenti de Odoardu Tabacchi in s’Academia Albertina de Torinu, a pustis hat frequentau puru s’Academia de Santu Luca, a Roma. Sendi resurtau bincidori de unu cuncursu natzionali, est benniu in Sardigna in su 1885 po ponni in opera su monumentu a Quintinu Sedda, in sa pratza manna de Iglesias.
Su trattu incunfundibili de custu «abili maistru de gustu seguru» (Sarbadori Naitza) luegus hat fattu sa conquista de su publicu sardu, chi una borta inaugurada sa scultura iglesienti dd’hat cumandau medas importantis operas, mascamenti funerarias. Po podi attendi a ddas traballai, maistru Sartorio hat eligiu de oberri unu propriu studiu a Casteddu, in sa via Sassari.
Sa sua est stetia una decisioni importanti, issa puru meda apretziada de sa cumittentzia chi, diaici, podiat cuntatai in manera deretta a s’artista e averiguai candu boliat sa progetatzioni e sa realizatzioni de is operas. Cumenti infatis scrieda s’articolista de “L’Unione Sarda” Asrael, in su 1891, su straordinariu e incessanti arrichimentu de monumentus marmoreus chi su campusantu casteddaiu hiada arriciu in cussus urtimus annus fiat mascamenti dipendiu de sa «facilitatzioni, chi imoi teneus, de podi otenni prus a baratu e cun prus pagu strobu, su chi innantis non tenemus chi a costu de grandus sacrifitzius e non sempiri cun prena stifatzioni. Tale facilitatzioni si depidi a s’egregiu scultori cavalieri Sartorio, chi de unus cant’annus tenit imprantau unu laboratoriu de scultura, de aundi donnia tanti bessinti traballus de apretziu».
Sa primu opera casteddaia cosa sua de grandu importu, firmàda in su 1886, chi dd’hiat donau sa possibilidadi de amustai totu s’abilidadi, sa genialidadi, sa fantasia chi teniada, su virtuosismu chi ndi marcàda su scrafeddu e su dominiu de donnia tecnica scultorea, cumprendia cussa de scallai su brunzu, est stetia sa capella Pernis, acostàda a su muru de foras de su Campusantu beciu facias a su Viali Bonaria. Giai a s’incrasi chi fiat stetia inaugurada, su gazetteri G.S., in “L’Avvenire di Sardegna” de su 13 de donniasantu de su 1886, definiat sa capella che a sa great attention de is visitadoris, po s’idei «simpri e puru tantu grandiosa» chi su Sartorio hiat tentu, lassendi su beciu modellu de s’oratoriu cunsagrau a su cultu funerariu catolicu, de creai una gruta artificiali, simbulu de cussa torràda ancestrali a is intrannias de sa terra chi sighit a sa morti.
Aintru de una perca in s’arroca, torràda a fai cun sa perda lisporra, e’ strantaxada una grandu gruxi. Una picioca bistia de tunica e cun is longus pilus sciortus in is coddus, sculpia de mannaria naturali, esti ingenugada apitzus de su basamentu e artziat facias a su celu is manus coias. Su biancu de sa figura preghendi, in s’oscuridadi tenebrosa totu a s’ingiriu, bolit espressai sa luxi de sa fidi chi bincit su scuriu de sa morti. A manu manca, in d-una spetzia de paperi arriciau de brunzu cun s’iscritzioni funeraria, realizau prus a pusti meda, si binti is arretrattus a mesu imbustu de is isposus Pernis ingiriaus de froris e follas de prama. Is nominis de is atrus mortus de sa famillia, invecis, funti diretamenti scrittus in is murus de arroca de sa capella, a imitatzioni de iscritzionis rupestris cumenti is chi s’agàttanta in is sepulcrus de Atilia Pomptilla e de Berilliu, in sa necropoli casteddaia de Tuvixeddu, alabantis is valoris de s’amori intra maridu e mulleri.
De un’importantzia storica po pagu oguali a-i cussa de maistru Sartorio est stetia sa figura de su primu grandu cumitenti cosa sua, su citadinu svitzeru Josias Pernisch (italianizau in Pernis). Nasciu in su 1797 a Thusis, in su Cantoni de is Grigionis, beniat de una famillia de cumerciantis e bingiatteris chi nc’hiat perdiu donnia cosa cun s’invasioni de sa Svitzera po parti de is trupas napoleonicas. Josias, chi fiada ancora piciocheddu, intzandus hiat agattau arrefugiu a Triesti, acolliu de unu tziu chi dd’hat incarrerau in su mundu de su cumerciu e de sa navigatzioni.
In su 1816, su velieru chi ddu depiat portai de Genova a Londra hat fatu naufragiu a Santa Catalina de Pittinuri, in su mari a faci de Cullieri (Aristanis). Sendi de dexiannoi annus sceti, Josias hat preferriu de non torrai a incumintzai su viaggiu e si nd’esti benniu a Casteddu, agatendi traballu in s’agentzia cumerciali Odone, in s’appenditziu de sa Marina. Gratzias a is connoscentzias linguisticas e a is capacidadis in sa mercatura cosa sua, intra su 1820 e su 1826 hiat giai otenniu is primus incarrigus consularis, arribendi diaici a una positzioni de prestigiu chi dd’hat permitiu de intrai a prenu titulu in sa vida cumerciali de sa capitali sarda.
In su 1829 s’est coiau cun Catalina Sesselego (1800-1879), giovuna fiuda chi in sinu a sa famillia cosa sua, bennia is annus innantis de Genova po pigai s’appaltu de is provveditorias maritimas in su portu de Casteddu, s’ocupàda personalmenti de fruniduras navalis.
Sa “Domu Cumerciali Pernis”, divennia sa meri de grandus bingias, po s’imprus fiat impenniada mercadendi sali e binu; mercis chi fianta bendias o inderettura esportadas diretamenti, cun navis de propriedadi, facias a sa Svitzera, sa Francia e su Venetu, ma fintzas facias a s’Inghilterra, sa Svetzia e sa Norvegia de aundi, a sa torrada, fianta importaus linnamini e, a pustis, ghiaciu.
In is sessanta annus de fainas cosa sua, Josias Pernis est stetiu in assolutu unu de is prus mannus imprendidoris e benefatoris chi Casteddu hapat mai tentu. Svitzeru divenniu praticamenti sardu, hat fattu arribai e promoviu sa Sardigna imprenditoriali e is produsiduras cosa sua in totu s’Europa. In sa cittadi chi dd’hiat acolliu, hat favoriu s’oberimentu de una sucursali de sa Banca Natzionali, nd’e’ stetiu membru de su Cunsillu de Aministratzioni e apusti presidenti. Imparis a su patriotu e imprendidori minerariu nodiu Enricu Serpieri, sogrongiu cosa sua, est stetiu fintzas unu de is fundadoris e de is primus aministradoris de su Bancu de Casteddu, nasciu in su 1869 po favoressi, cun d-un’istitutu de creditu locali, is operatzionis de cumerciantis, industrialis e artistas.
A su cucuru de sa carrera, apusti d’essi contribuiu a dda fundai e de nd’hai fattu po meda tempus su tesoreri, de su 1880 a su 1894 est stetiu presidenti de sa locali Camera de Cumerciu e Artis e a sa fini, po voluntadi de totu su Cunsillu, presidenti onorariu finas a sa morti, arribbàda a Casteddu su 2 de friargiu de su 1895.

